martedì 12 gennaio 2010

La mia idea sul Software Libero e GNU/Linux

Spesso si sente parlare di Software Libero e magari anche di Gnu/Linux.
Ho letto molti articoli a riguardo e personalmente sono convinto che sia una scelta percorribile per la stragrande maggioranza dei casi in cui ci si trova ad usare un computer a livello personale o in ambito ufficio. Aggiungerei sicuramente che quanto appena detto possa valere anche in altri ambiti ma allora, la conoscenza da acquisire è tale, da sconsigliarlo alla stragrande maggioranza delle persone “normali”. Con questa affermazione non si offendano la moltitudine di persone che ogni giorno lavora o “si diverte” con il software libero e in particolare con Gnu/Linux. Le persone “normali” di solito quando devono acquistare un computer vanno in un centro commerciale o tuttalpiù, prima di acquistarlo, si fanno consigliare da un amico o un parente. Questo avviene perché ho notato che spesso esiste una diffusa ignoranza tra le persone “non addette ai lavori” riguardo a cosa sia l'informatica e cosa si può realmente fare con un computer. Per la maggioranza delle famiglie, il computer è una sorta di giocattolo che si deve comprare ai figli per effettuare le ricerche scolastiche (quando in realtà i figli lo chiedono soprattutto per giocare), o che serve per navigare in Internet, o per gestire il proprio conto in banca. Poi c'è l'enorme schiera degli scaricatori di musica, film e software pirata, che si affannano a scambiarsi centinaia di giga byte di dati per non dover pagare altrettante centinaia di euro nell'acquisto di musica, film o giochi. In realtà pochi avranno effettivamente il tempo di poter ascoltare interminabili ore di musica o vedersi dei film che spesso si sentono male o che devono cancellare perché invece del film scelto, hanno scaricato un titolo pornografico. Le ragioni, a mio avviso, del persistere di questa disinformazione informatica, sono molteplici. Innanzitutto la politica a tale riguardo non fa il suo vero lavoro. (o meglio lo fa forse a parole, ma poi in realtà la spinta al consumismo travolge tutti, politici compresi). Come primo riflesso nella scuola non viene insegnato l'uso consapevole degli strumenti informatici hardware e software. Talvolta i docenti non sono preparati a dovere e invece che vedere l'insegnamento come una missione di importanza vitale, antepongono i propri interessi alla vera ragione per cui sono pagati. Nelle scuole si dovrebbe prediligere l'uso di software libero smettendo di cedere alle frequenti offerte commerciali delle multinazionali di software che vincolano così la scuola a servirsi di un unico padrone, invece di sviluppare e formare anche localmente, personale in grado di riversare la propria conoscenza agli insegnanti e di conseguenza anche agli alunni. Da questo ne deriva che anche a casa poi i nostri figli sono indotti ad usare gli stessi prodotti che usano a scuola, ossia spesso strumenti non liberi. I genitori, nella stragrande maggioranza dei casi ignorano il problema, accettando passivamente di usare questi prodotti perché a loro volta sono vittime della mancanza di tempo e di voglia di esaminare queste tematiche. Altro problema è l'Italia dei furbi. Alzi la mano chi non ha installato in maniera illegale un programma coperto da licenza proprietaria. Ho potuto notare in questi ultimi anni che la pirateria informatica è diffusa non solo a livello casalingo, Ottenere illegalmente il software è una pratica comune spesso tollerata dalla legge, e ancor di più da chi detiene i diritti di copia che salvaguardandoli appositamente in maniera poco efficace, ne favorisce la redistribuzione illegale. Vengono tollerate le copie non autorizzate e lo scambio addirittura di completi Sistemi Operativi e programmi del valore di migliaia di euro. E intanto l'assuefazione al software dominante aumenta. Del resto cosa dovrebbe fare un padre di famiglia a cui suo figlio chiede di usare anche a casa un programma (esempio autocad, photoshop ecc) del valore di centinaia di euro? ... comprarlo? Ma no! è meglio rimediarlo da un amico, o peggio dal professore di suo figlio. Ecco che ignorando queste problematiche si ottiene un apparente beneficio economico e una sicura futura manipolazione. Intendo invece sottolineare e portare a conoscenza di chi la legge, che non esiste solo il software proprietario ma anche quello libero e che può sostituire o integrare a tutti gli effetti, il primo. L'importante è saperlo.

Alberto

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